Tony Blair: "La dottrina gandhiana della nonviolenza è superata"

Tony Blair: "La dottrina gandhiana della nonviolenza è superata"

Matteo Angioli
Membro del Consiglio Generale del Partito Radicale
Mar, 15/10/2013
Il 7 ottobre scorso, Tony Blair ha detto in un'intervista al Times of India che la dottrina della nonviolenza del Mahatma Gandhi "non può essere applicata universalmente in tempi moderni" e in relazione alla crisi siriana che "l'intervento può essere incerto, costoso e sanguinoso, ma la storia ci ha insegnato che rimanere inerti significa rinviare il conto finale". Per Blair la dottrina di Gandhi non può valere per tutte le circostanze, "può funzionare in alcune situazioni, ma non in tutte e non oggi" aggiungendo infine che non ci può essere pace nel mondo senza la possibilità di una "prosperità condivisa". 

Nessuna sorpresa. Lo sappiamo che secondo la dottrina Blair (o dottrina Bush-Blair) per sconfiggere violenza e menzogna servono violenza e menzogna e non sorprende quindi che nella “Tony Blair Associates” non ci sia spazio per Gandhi e il suo metodo nonviolento. Del resto è difficile che le consulenze stipulate con i capi di Stato di Kazakhstan, Vietnam, Laos e con il mondo dell'alta finanza, siano incentrate sulla promozione di disobbedienze civili, sit-in, scioperi della fame e quant’altro.

Ciò che soprende e inquieta maggiormente non è tanto il contenuto della dichiarazione, quanto la tempestività con la quale essa arriva. Da alcune settimane infatti, l'Iraq ha raggiunto un livello di violenza e morte praticamente uguale a quello del sanguinoso 2008, quando l'ex presidente Bush fu costretto a ordinare un aumento (“surge”) della presenza militare statunitense in tutto l’Iraq. Come indica la tabella, i dati dell'ONU confermano che nel solo mese di settembre sono stati più di 1000 gli Iracheni vittime di esplosioni e attentati.

Nel 2009 Blair era uno dei “papabili” come Alto Rappresentante degli Affari Esteri e della Sicurezza dell'UE, incarico affidato a Catherine Ashton. Meglio così, avrebbe dovuto fare i conti con il Rapporto annuale sui Diritti Umani nel mondo nel 2007 e sulla politica dell'Unione Europea, redatto dall'allora eurodeputato radicale Marco Cappato e adottato nel 2008 dal Parlamento europeo, che al punto 9 fa della nonviolenza uno degli strumenti principali dell'Unione Europea.

9. "considera che la nonviolenza costituisca lo strumento più adeguato per il pieno godimento, l'affermazione, la promozione e il rispetto dei diritti umani fondamentali; ritiene necessario che la sua diffusione divenga obiettivo prioritario nella politica di promozione dei diritti umani e della democrazia da parte dell'Unione europea e intende contribuire all'aggiornamento e allo studio delle moderne teorie e pratiche di azione nonviolenta, anche attraverso un'analisi comparata delle migliori pratiche storicamente utilizzate; al fine di dare centralità politica a tale sforzo, propone che nel 2009 sia convocata una Conferenza europea sulla nonviolenza e che l'anno 2010 sia dichiarato 'anno europeo della nonviolenza'; chiede inoltre agli Stati membri di adoperarsi, sotto l'egida delle Nazioni Unite, affinché si proclami il "decennio della nonviolenza 2010-2020"

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On October 7th, Tony Blair said that Mahatma Gandhi's doctrine of non-violence is not universal in modern times. Speaking in an interview to Times of India, Blair said: "Gandhi 's philosophy can not be applied universally in the modern times" and on the Syrian crisis he said that "intervention can be uncertain, expensive and bloody but history has taught us that inaction can merely postpone the reckoning". Gandhi 's doctrine cannot hold true in all situations. "Gandhi 's doctrine of non-violence can work in some situations but not all in present times", Blair explained.