Lord Dykes: "gli Stati Uniti frenano la pubblicazione di alcuni documenti"

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Hugh Dykes, portavoce per la politica estera dei lib-dem alla Camera dei Lord
Hugh Dykes, portavoce per la politica estera dei lib-dem alla Camera dei Lord

Lord Dykes: "gli Stati Uniti frenano la pubblicazione di alcuni documenti"

Matteo Angioli
Membro del Consiglio Generale del Partito Radicale
Dom, 09/12/2012

Intervista a Hugh Dykes, portavoce per la politica estera dei lib-dem alla Camera dei Lord, che a fine ottobre aveva sollevato il problema del ritardo che l'Inchiesta sulla guerra in Iraq sta subendo nella pubblicazione del rapporto finale.

Matteo Angioli: Lord Dykes, il 30 ottobre scorso lei ha solllevato alla Camera dei Lord la questione del ritardo che l’Inchiesta Chilcot sta subendo nella pubblicazione del rapporto finale. Perché?

Lord Dykes: Penso che ci siano molte persone preoccupate per questo ritardo perché, ovviamente, col tempo molta gente non ricorderà. E’ già passato molto tempo e non si può che solidarizzare con Sir John Chilcot e il lavoro della sua inchiesta per produrre il Rapporto finale. Adesso devono passare attraverso una serie di procedure particolari per quanto riguarda la redazione di questo documento. Sono certo che lo faranno, ma quel che mi preoccupa di più è che alcuni funzionari governativi degli Stati Uniti starebbero impedendo la pubblicazione di alcuni documenti, incontrando quando resistenza e quando protezione.

Nel nostro partito, il Partito Liberal-democratico, che partecipò alla marcia di oltre un milione di persone contro la guerra in Iraq, consideriamo l’invasione ancora come un atto illegale, anche se le Nazioni Unite sono state costrette a dimostrarlo ex-post e questa rimane la nostra posizione. Dobbiamo ricordarci soprattutto che tantissimi civili, uomini, donne e bambini sono morti durante e dopo l’invasione. Ciò potrebbe costituire la base per l’accusa di crimini di guerra e dunque va esaminata correttamente. Ma io non voglio pregiudicare il corso della pubblicazione del Rapporto Chilcot e anzi auguro tutto il meglio ai membri dell’Inchiesta, Penso solo che sia molto importante impedire che certi elementi interferiscano con il contenuto di tale Rapporto.

Cosa ne pensa delle frizioni tra l’inchiesta Chilcot e l’attuale Governo britannico?

Andrebbe chiesto ai membri del Governo e vedere come reagiscono, in particolare ai membri conservatori della coalizione al governo e il Primo Ministro se mai concedesse un’intervista su questo tema. Comnque, se fosse vero, sarebbe gravissimo. Secondo noi è importante che venga pubblicato un rapporto completo che contenga tutti i dettagli dei dettagli di questa faccenda in modo che le persone possano giudicare correttamente. Se il Primo Ministro, per qualche ragione, abbia ceduto a pressioni esterne, spero che cambi idea e cooperi con la richiesta di John Chilcot.

Il Partito Radicale segue questo tema da diversi anni, con Marco Pannella e altri membri.

Questo mi fa molto piacere. Considerando anche gli altri paesi in cui vi sono altre richieste in corso, come in Olanda e in Australia.

Sì, Australia, Paesi Bassi (dove si è già conclusa) e anche Danimarca. Cosa ne pensa appunto della richiesta da parte di altri paesi di volerne sapere di più sul coinvolgimento dei loro governi e delle loro truppe nella guerra in Iraq?

C’è un’enorme richiesta di conoscenza in tutto il mondo. La posta in gioco è altissima. Sono state fatte decisioni sbagliate. Colin Powell fece una presentazione ridicola alle Nazioni Unite. E’ necessario che ogni aspetto di questa vicenda venga osservato correttamente e ben spiegato. La gente è ancora turbata da quello che è successo in tutta questa storia. Quindi prima verrà pubblicato questo rapporto meglio è. L’Inchiesta ora è nella fase in cui contatterà coloro che saranno oggetto di critica affinché possano preparare una giustificazione. E’ un’operazione che dovrebbe concludersi nel mese di giugno. Ma da qui ad allora sarà passato tantissimo tempo, mentre noi vogliamo che la relazione finale sia pubblicata il prima possibile.

Secondo lei verrà prodotto un documento significativo?

Sì. Gli autori, a partire da Sir John Chilcot, sono persone rispettate. Quel che mi preoccupa per contro sono i tentativi degli Stati Uniti di fare pressione sui membri dell’Inchiesta. Ripeto, la posta in gioco è alta. Si potrebe anche giungere al punto in cui qualcuno potrebe chiedere l’interessamento della Corte Penale Internazionale. Quindi è molto importante riuscire ad arrivare a conoscere la verità più dettagliatamente possibile riguardo al’accaduto. E’ una pagina molto preoccupante per il mio paese e per gli Stati Uniti.

L'intervista su Radio Radicale

Traduzione di Gabriele Di Battista

 

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Editorials and interviews
Interview with Lord Hugh Dykes, Foreign Affairs Spokesperson for the Liberal Democrats in the House of Lords who raised the issue of the delay in the publication of the final report by the Iraq Inquiry.   Matteo Angioli: Why did you raise a point on the floor of the House on the delay that the Chilcot inquiry is going through?