L'Iraq di oggi: intervista a William Spencer

L'Iraq di oggi: intervista a William Spencer

Matteo Angioli
Membro del Consiglio Generale del Partito Radicale
Sab, 27/04/2013

In Iraq, negli ultimi quattro giorni, ci sono stati quasi 200 morti a causa di gravi episodi di violenza avvenuti tra esercito, manifestanti e miliziani islamici. Gli scontri più cruenti hanno avuto luogo nella città di Hawija (450.000 abitanti circa), a nord di Baghdad, quando le forze dell’ordine hanno represso nel sangue una manifestazione di sunniti – predominanti nell’area, ma minoranza nell’intero Paese – in cui chiedevano le dimissioni del Primo Ministro Nuri Al-Maliki. Il Premier Al-Maliki ha diffuso un appello per evitare un nuovo conflitto interconfessionale nel Paese.

Negli ultimi due mesi si sono dimessi inoltre quattro ministri sunniti in segno di protesta contro le leggi anti-terrorismo che spesso vengono utilizzate per ostacolare gli avversari politici: il ministro delle Finanze Rafi Al-Issawi, il ministro della Pubblica Istruzione, Mohammed Ali Tamim, il ministro della Scienza e della Tecnologia, Abdulkarim al-Samarrai e il ministro dell'Agricoltura Ezzedine al-Dawleh.

Della situazione quotidiana che si vive in Iraq oggi, dieci anni dopo la guerra iniziata il 20 marzo 2003, ne abbiamo parlato con William “Spence” Spencer, direttore esecutivo dell’Istituto per il Diritto Internazionale e i Diritti Umani. Spencer dirige un progetto in Iraq che lo porta ad operare prevalentemente a Baghdad. Alcuni giorni fa ci ha fornito una testimonianza sulle condizioni politiche, socio-economiche ed infrastrutturali dell’Iraq di oggi, definendo il Paese una “democrazia autoritaria”. E' possibile leggere e ascoltare l'intervista a William Spencer a questa pagina di Radio Radicale.
 

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Editorials and interviews
In the last four days, nearly 200 people lost their lives in Iraq due to serious episodesof violence which took place between the army, protesters and Islamic militants. The bloodiest clashes took place in the city of Hawija (450,000 inhabitants), north of Baghdad, when the police violently suppressed a demonstration of Sunnis - predominant in the area, but a minority across the country – where they demanded the resignation of Prime Minister Nouri Al-Maliki.