I numeri della guerra in Iraq

Mer, 14/12/2011

Gli Stati Uniti hanno ritirato le ultime truppe rimaste in Iraq. E' la fase finale di un’operazione durata otto anni e costata miliardi di dollari e molte migliaia di vite umane. L’onere della sicurezza e della ricostruzione di questo devastato paese è ora nelle mani dei suoi leaders. Quasi tutti i numeri relativi alla guerra sono oggetto di controversia. La cifra che desta maggiori discussioni è quella relativa al numero totale di morti iracheni. Quello che segue è un sommario delle cifre principali e delle loro spiegazioni.

Militari

L’invasione dell’Iraq nel marzo 2003 fu guidata dalle truppe statunitensi, alleate con la Gran Bretagna ed altri paesi. Il numero dei soldati statunitensi che hanno solcato il suolo iracheno ha oscillato tra i 100.000 e i 150.000, fatta eccezione per il periodo dell’incremento del 2007. La priorità del Presidente Bush era quella di migliorare la sicurezza del paese, soprattutto a Baghdad, mediante l’invio di 30.000 soldati in più.

La promessa fatta da Barack Obama del ritiro dall’Iraq fu centrale nella campagna presidenziale del 2008 e infatti i militari americani sono andati man mano riducendosi fin dal suo insediamento alla Casa Bianca nel gennaio 2009. Il 19 agosto 2010 anche l’ultimo corpo da combattimento ha abbandonato l’Iraq, lasciando nel paese 50.000 membri dell’esercito incaricati di curare il processo di transizione.

Il picco delle forze britanniche fu di 46.000 soldati nella fase dell’invasione, per poi ridursi anno dopo anno a 4100 del maggio 2009, quando la GB si ritirò definitivamente dall’Iraq. La Royal Navy ha continuato ad addestrare la marina irachena fino al maggio 2011. Adesso la presenza britannica è incorporata della Missione di Addestramento della NATO, che comprende 44 membri dell’esercito tra cui un contingente presso l’Accademia Militare Irachena.

Morti

Stando alle ultime cifre fornite dal Dipartimento della Difesa americano, gli Stati Uniti hanno perso 4487 militaridall’inizio dell’Operazione “Iraqi Freedom” il 19 marzo 2003. Al 31 agosto 2010, data del ritiro delle ultime truppe da combattimento statunitensi, i caduti erano 4.421, di cui 3.492 morti in battaglia. I feriti in azione erano 32.000. Da allora, da quando cioè è iniziata l’operazione New Dawn sono morti altri 66 soldati, 38 dei quali in azione. Dall’1 settembre 2010 i feriti in azione sono stati 305. La GB ha perso 179 soldati, di cui 16 in battaglia.

Secondo il sito icaualties, i caduti tra le altre forze della coalizione sono in tutto 139. Mentre le morti dei membri delle forze armate sono sufficientemente documentate, quelle dei civili e dei combattenti iracheni sono molto più oscure a causa delle scarsità di fonti ufficiali affidabili. Tutti i conti e le stime dei decessi iracheni prodotte finora sono molto dibattute. 

L’organizzazione Iraq Body Count (IBC) ha monitorato i decessi di civili attraverso un’analisi incrociata dei dati della stampa e degli obitori. Secondo IBC i morti civili oscillano tra i 97,461 e i 106,348 fino al luglio 2010. Il periodo più sanguinoso per quanto riguarda tali decessi si è registrato nel primo mese dell’invasione, marzo 2003, con 3.977 civili iracheni uccisi. Altri 3.437 sono aggiunti nell’aprile dello stesso anno. Il gruppo afferma che la differenza tra le cifre più alte e basse deriva dalla discrepanza tra i rapporti che si riferiscono alle morti avvenute accidentalmente e a quelle di civili o combattenti.

Altri rapporti e ricerche hanno ulteriormente aumentato il numero dei decessi tra gli Iracheni. La Ricerca sulla Salute Familiare Irachena sostenuta dall’ONU ha stimato attorno a 151.000 le morti violente nel periodo compreso tra marzo 2003 e giugno 2006. La rivista Lancet nel 2006 ha pubblicato una stima secondo la quale sarebbero 654.965 gli iracheni morti per ragioni connesse con il conflitto, di cui 601.027 per cause violente. Entrambe le organizzazioni hanno incluso sia i morti militari che civili. Un altro dato sconosciuto è il numero dei contractors civili uccisi in Iraq. Icasualties ha pubblicato un rapporto contenente una lista parziale che fissa la cifra a 467.

Costi

Lo sforzo finanziario della guerra è un altro capitolo in cui le cifre variano significativamente. Secondo il Servizio per le Ricerche del Congresso, organo rispettato e indipendente, gli Stati Uniti hanno speso circa 802 miliardi di dollari alla fine dell’anno fiscale 2011, di cui 747 miliardi già stanziati. Il vincitore del Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz e la professoressa di Harvard Bilmes hanno quantificato in 3 trilioni di dollari il vero costo della guerra, avendo incluso le spese aggiuntive che gravano sul bilancio e sull’economia statunitense.

La GB ha fatto la sua parte attingendo al Fondo di Riserva del Tesoro. Questo denaro va ad aggiungersi a quello già stanziato dal Ministero della Difesa. Le cifre pubblicate nel giugno 2010 da Whitehall hanno fissato la spesa della GB per il conflitto a 9,24 miliardi di sterline, una somma in larghissima parte destinata all’esercito, ma che comprendeva anche 557 milioni di sterline per gli aiuti. Un’illustrazione dei finanziamenti alla guerra è stata data anche alla Commissione Chilcot gennaio 2010.

Sfollati

La violenza settaria ha cominciato a crescere all’inizio del 2005, ma la distruzione di un importante santuario sciita nel febbraio 2006 ha scatenato una drammatica impennata degli scontri violentissimi tra sunniti e sciiti. Ciò ha indotto molte famiglie irachene a lasciare le proprie abitazioni per riparare in altre zone del paese o all’estero. Secondo l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione che monitora il numero delle famiglie sfollate, tra il 2006 e il 2010 si sono spostati 1,6 milioni di Iracheni, il 5,5% della popolazione. Tra essi, circa 400.00 hanno fatto ritorno nel 2010, scegliendo come destinazione Baghdad, Diyala, Ninewa e le province di Anbar.

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Press Review
The US is withdrawing the last of its troops from Iraq, the final phase in the eight-year operation which has cost billions of dollars and many thousands of lives. The onus of ensuring Iraq's security and rebuilding the devastated country now rests with Iraqi leaders. Almost every figure related to the war is disputed, with none more keenly debated than the total number of Iraqi deaths. This is a summary of some of the key numbers and the arguments surrounding them. Troop levels