Commissione Chilcot: “La guerra in Iraq era illegale”. Parere legale unanime degli avvocati del Foreign Office

Commissione Chilcot: “La guerra in Iraq era illegale”. Parere legale unanime degli avvocati del Foreign Office

Ven, 04/01/2013

Il Governo Cameron sta bloccando la pubblicazione del rapporto “ufficiale”

Il governo britannico Cameron sta bloccando, fino al 2014 o forse più tardi, la pubblicazione del loro rapporto "ufficiale" sulla guerra in Iraq, secondo il sito del più popolare quotidiano del Regno Unito.

Questo ritardo è forse in parte dovuto al fatto che il governo Blair prima della guerra fu informato da tutti e 27 gli avvocati del Foreign Office che la guerra era illegale. Ovvero che un attacco armato contro l’Iraq sarebbe equivalso ad un crimine di aggressione, con un’identica implicazione criminale per l’attacco armato statunitense.

Una guerra illegale obbliga l’esercito degli Stati Uniti a rifiutare qualsiasi ordine di guerra e di arrestare coloro che li emanino

La comprensione da parte del pubblico che le attuali guerre "al terrorismo" non sono neanche vicine alla legalità potrebbe porre fine alle medesime. Il diritto bellico proibisce qualsiasi attacco armato tranne in caso di aggressione da parte del governo di un’altra nazione.

Come ho scritto nel 2010:

Tutti gli avvocati del Dipartimento Affari Esteri del Regno Unito hanno concluso che l’invasione dell'Iraq di Regno Unito e USA fu un crimine di aggressione illegale. La loro consulenza di esperti è la più qualificata per rendere una tale determinazione legale; tutti e 27 furono d'accordo. Questo potente giudizio sull’illegalità della guerra segue il recente rapporto unanime del governo olandese e le dichiarazioni esplicite del Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan.

Questa informazione sorprendente è stata divulgata durante l'inchiesta britannica Chilcot dalla testimonianza del capo consulente legale degli Affari Esteri, Sir Michael Wood, che ha aggiunto che la risposta dall'ufficio del Primo Ministro Tony Blair al lavoro professionale del  suo dipartimento legale fu di rimprovero per aver messo per iscritto l’unanime parere giuridico.

Sir Michael ha testimoniato che il ministro degli Esteri Jack Straw preferì prendere la posizione giuridica che le leggi belliche erano vaghe e soggette ad ampia interpretazione: "Egli ha ritenuto che fossi molto dogmatico e che il diritto internazionale era piuttosto vago e che non era abituato a prese di posizione così ferme".

Il parere del sig. Straw è una bugia orwelliana rispetto alla chiarezza cristallina della lettera e dello spirito della Carta delle Nazioni Unite che bandì le “guerre per scelta” nel 1945. La Carta delle Nazioni Unite vieta qualsiasi uso della forza, salvo espressa autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, o nel caso di una comunque ristretta definizione di auto-difesa da un attacco armato da parte del governo di un'altra nazione. Questa è senza dubbio la legge più chiara ed importante del pianeta, la vittoria della generazione che si è sacrificata durante la seconda guerra mondiale, e una testimonianza criminalmente schiacciante per chiunque al governo provi a sostenere che questa legge è vaga.

La violazione delle leggi che impediscono i crimini di aggressione e i crimini contro la pace è anche probabilmente il peggior crimine che una nazione possa commettere.

Il Procuratore Generale del Regno Unito, Lord Goldsmith, ha testimoniato di aver "cambiato idea" contro il parere legale unanime dei 27 avvocati del Foreign Office al fine di concordare con l'argomento legale degli Stati Uniti secondo il quale la Risoluzione 1441 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU autorizzava l'uso della forza a discrezione di qualsiasi nazione. Anche questa testimonianza è penalmente schiacciante: sostenere che una singola nazione ha il diritto di scegliere la guerra viola lo scopo, la lettera e lo spirito della Carta delle Nazioni Unite, così come viola la Risoluzione 1441 che riafferma la competenza del Consiglio di Sicurezza nel governo della questione. Questo argomento orwelliano contraddice l’esplicito scopo della Carta di evitare che singole nazioni entrino in guerra. Di seguito un video di due minuti della sua testimonianza mentre finge che la guerra sia ancora una legittima scelta di politica estera

Inoltre, la “argomentazione giuridica” degli Stati Uniti e del Regno Unito è in ulteriore opposizione orwelliana rispetto alle dichiarazioni dei rispettivi ambasciatori presso l’ONU, quando fu approvata la risoluzione 1441 che non autorizzava alcun uso della forza:

John Negroponte, ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite:

La risoluzione non contiene “detonatori nascosti” e nessuna "automaticità" per quanto riguarda l'uso della forza. In caso di ulteriore violazione irachena, riferita al Consiglio dall’UNMOVIC, dall'AIEA o da uno Stato membro, la questione tornerà in Consiglio per la discussione come richiesto dal paragrafo 12.

Sir Jeremy Greenstock, ambasciatore britannico presso le Nazioni Unite:

Abbiamo sentito forte e chiaro nel corso dei negoziati le preoccupazioni su “automaticità” e "detonatori nascosti" – la preoccupazione che in una decisione così cruciale non dovremmo affrettarci in azioni militari, che su una decisione così cruciale eventuali violazioni irachene dovrebbero essere discusse dal Consiglio. Lasciate che sia altrettanto chiaro in risposta... Non vi è alcun "automatismo" in questa risoluzione. In caso di ulteriore violazione irachena dei suoi obblighi di disarmo, la questione tornerà in Consiglio per la discussione come previsto dal paragrafo 12.

L'indagine Chilcot è stata avviata a seguito dell’indignazione pubblica contro la partecipazione britannica nella guerra in Iraq, con l'opinione pubblica che si è dovuta mobilitare una seconda volta perché le audizioni fossero pubbliche, piuttosto che chiuse e segrete. Le audizioni non sono state autorizzate a prendere in considerazione le accuse penali, che è la prossima battaglia per l'opinione pubblica del Regno Unito.

I grossi conglomerati mediatici americani non riporteranno i fatti e le conclusioni dell’indagine Chilcot sull’illegalità delle attuali guerre degli Stati Uniti. La Commissione Church del Senato degli Stati Uniti ha rivelato infiltrazioni della CIA nei media corporativi  americani per disinformare il pubblico affinché sostenesse l’agenda politica degli Stati Uniti.

Il costo di queste guerre illegali è di oltre un milione di vite irachene oltre a coloro presumibilmente morti nelle fasi immediatamente precedenti la guerra, e di 3-5.000 MILIARDI di dollari in costi a lungo termine per i contribuenti statunitensi (ovvero da 30.000 a 50.000 dollari per famiglia media con 50.000 dollari di reddito annuo; potete fare i conti per scoprire la fetta della vostra famiglia).

Le indagini parlamentari negli Stati Uniti hanno dimostrato attraverso tutte le prove divulgate che era noto che tutte le giustificazioni della guerra in Iraq fossero bugie al tempo in cui furono presentate al pubblico. Sei un cittadino irresponsabile se non verifichi  dalle prove divulgate questi fatti facilmente comprensibili. I media collusi e corporativi sono solo una patetica scusa per l’inerzia dinanzi ai fatti che sono ora di fronte a tutti.

 

Traduzione Gabriele Di Battista